Pillole di Finanza: lascia o raddoppia

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Buona regola in finanza é quella di realizzare i guadagni di un investimento quando l’utile raggiunge una certa soglia obiettivo generale che l’investitore può proporsi. Ad esempio, se tale soglia fosse del 20%, ogni volta che un qualunque titolo in portafoglio supera di quella soglia il costo di acquisto, conviene senz’altro passare alla cassa e mettere in tasca il profitto.

Lo stesso, indicativamente, quando l’investimento raggiunge il livello target (bersaglio) sulla base del quale avevamo deciso di acquistare proprio quel titolo. Ad esempio, se un’azione ha un prezzo di 15€ e in base alle nostre valutazioni o alle stime degli analisti e si prevede che in un certo periodo di tempo (diciamo un anno) quell’azione arrivi a 17€ – ovvero abbia un potenziale di apprezzamento (upside) del 13% – al momento in cui la quotazione raggiunge i 17€, sarebbe buona cosa vendere.

Quindi, nel nostro caso, se compriamo un titolo a 15€ e dopo soli due mesi il titolo sale a 17€, la prima opzione razionale é vendere, per evitare che successive oscillazioni negative del prezzo, anche se temporanee, allontanino il nostro obiettivo. Se tuttavia in quel momento decidiamo di mantenerlo ancora in portafoglio perché il mercato sta salendo e vogliamo strappare qualche Euro in più  di utile inatteso e il titolo arriva a 18€ (+ 20%), portandoci anche oltre le nostre aspettative iniziali, il consiglio é di rompere gli indugi e portarsi a casa i 3 Eurini, senza saper né leggere né scrivere.

Se poi, nonostante il guadagno già fatto, quel titolo cresce ancora di valore, niente vieta di prendere ancora in considerazione l’eventuale riacquisto, ma la nuova valutazione di investimento va fatta a partire dal nuovo prezzo di mercato di 18€, perché a questi livelli gli elementi di giudizio si sono sensibilmente modificati. E comunque in genere non é mai un buon acquisto quello fatto in costanza di una crescita sostenuta, così come non é mai una buona vendita quella fatta quando un titolo é in caduta libera. In finanza si usa dire “non cercare mai di afferrare un coltello che sta cadendo”.

Questa semplice norma di comportamento rende certamente molto difficile, se non impossibile, fare il “colpo della vita”, ovvero realizzare guadagni stellari su un singolo asset. Del resto, la logica del colpo della vita, che é una logica tipica dell’azzardo e non dell’investitore razionale, non é quella che deve ispirare il lettore di questo blog.

 Sicuramente però la regola del 20% ci consente di portare a casa sempre un buon guadagno e di non ritrovarsi con un pugno di mosche in caso di fiammate sporadiche e spesso irripetibili di un singolo titolo.

Il messaggio quindi é: quando decidiamo di acquistare un titolo, definiamo per quel titolo un obiettivo di rendimento nell’arco del nostro orizzonte temporale (normalmente, e per semplicità, diciamo un anno) e comunque un obiettivo generale massimo (ad esempio il 20%).  Se anche prima della scadenza l’obiettivo del titolo é raggiunto, la prima opzione é vendere; in ogni caso se in qualunque momento un titolo raggiunge l’obiettivo generale massimo,  vendiamo serenamente e portiamo a casa l’utile.

Che poi, anche nel senso inverso di massima perdita sostenibile su un singolo asset, é la base delle tecniche di stop-gain e stop-loss che gli investitori professionali impostano in modo automatico.

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