Pillole di Finanza: il Risiko

 Risiko

Si sente spesso parlare di “risiko bancario”: vediamo di capire di che si tratta, non solo in relazione alle banche ma ad ogni tipo di società quotata in borsa. E soprattutto cerchiamo di capire come comportarsi con le azioni delle società interessate.

Innanzitutto per “risiko bancario” si intende il processo di fusioni e acquisizioni che ha interessato il settore delle banche italiane a partire dagli anni 90.

Il primo concetto da esaminare è quello di premio o sconto, intesi con riferimento al valore di borsa (o quotazione) di un certo titolo. In un mercato teoricamente perfetto, la quotazione di borsa esprime il valore di una società ovvero il valore ad oggi di tutti i redditi futuri che il possesso di quel titolo determinerà.

Se una certa società quotata in borsa, che chiameremo per semplificare Alfa Spa, ha in circolazione 100 milioni di azioni e il loro prezzo sul mercato è di 10 euro l’una, si dice che la capitalizzazione di borsa di quella società è 1 miliardo di euro (ovvero il numero delle azioni -100 milioni- moltiplicato per il prezzo di ognuna -10 euro). Ebbene nel mercato perfetto, che esiste solo sui libri di scuola, si assume che la somma di tutti i denari che saranno distribuiti ai soci di Alfa a qualunque titolo, da oggi al momento in cui la società cesserà di esistere, attualizzata a oggi (ovvero scontata, cioè diminuita dell’interesse “a ritroso” anno per anno fino ad oggi al tasso prevedibile di sconto per le rispettive scadenze) sia appunto 1 miliardo.

Rispetto ai 10 euro che l’azione Alfa vale in borsa, si parla dunque di premio per indicare il sovrappiù che l’azionista richiede per cedere le sue azioni a un terzo se la società viene indicata come possibile preda; si parla invece di sconto per indicare il minor valore che un azionista subisce in relazione ad un’offerta di acquisto lanciata su un’altra società.

Tipico evento societario che influenza il prezzo (price sensitive) è appunto quello che origina il risiko, ovvero l’acquisizione di una società da parte di un’altra più grande, come nel caso di Atlantia S.p.A. che ha confermato di avere in corso l’acquisto di Abertis S.A., oppure di Vivendi S.A. che ha invece tentato senza successo di acquisire Mediaset S.p.A. Si tratta di operazioni cosiddette di fusione e acquisizione (merger and acquisition).

 

mergers-acquisitions

Perché dunque una società dovrebbe comprarne un’altra? Evidentemente perché i suoi manager pensano che le due realtà unite, mettendo insieme le forze, potranno realizzare sinergie di costo e di ricavo e, così, esprimere un valore superiore a quello delle due entità separate. Quindi, nel caso della nostra società Alfa Spa, chi pensasse di acquisirla – supponiamo la Beta Spa – ritiene che integrata nella stessa Beta, Alfa S.p.A. potrebbe valere ben più di 1 miliardo, ovvero più della sua capitalizzazione di borsa se considerata singolarmente: il futuro acquirente è quindi disposto a pagare agli azionisti di Alfa un premio rispetto ai 10 euro per azione che esprime il mercato.

Per fare ciò, Beta deve però reperire mezzi finanziari adeguati, i quali a loro volta hanno un costo, e deve comunque esporsi per pagare il valore di Alfa S.p.A. più di quanto lo stesso vale in Borsa (se infatti un’azione di Alfa sul mercato borsistico vale 10, Beta deve essere in grado di pagarla, ad esempio, 12).

Questo però normalmente non piace agli azionisti di minoranza di Beta S.p.A., che hanno un orizzonte di investimento breve e, saputa la notizia, probabilmente tenderanno a vendere le azioni Beta, determinandone una diminuzione di prezzo.

Se poi le valutazioni industriali di chi lancia l’offerta saranno confermate, nel tempo il valore di Alfa S.p.A. (ora incorporata in Beta S.p.A.)aumenterà: è per questo che operazioni del genere sono definite “strategiche” e vengono sostenute dagli azionisti stabili.

 

Dunque, per restare al caso ipotizzato, quando il risparmiatore medio viene a sapere che Beta Spa sta preparando un’offerta su Alfa Spa, normalmente vende azioni Beta e compra azioni Alfa. E’ per questo che le azioni Atlantia S.p.A. hanno subito un calo quando la notizia è uscita, al contrario delle azioni della spagnola Abertis che sono invece cresciute ed è sempre per questo motivo che il titolo Mediaset S.p.A. si è impennato appena si è diffusa la notizia dell’offerta dei francesi di Vivendi.

In questo sistema è evidente dunque l’importanza della corretta informazione che deve essere paritetica per tutti gli investitori: chi avesse infatti la “dritta giusta” potrebbe avvantaggiarsi a danno degli altri che non hanno questa informazione. Se poi l’informazione stessa si rivelasse sbagliata (la cosiddetta “bufala”), ne subirebbe invece un danno.

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