CONOSCERE LA FINANZA: Un percorso per acquisire le conoscenze di base

Si è parlato spesso di educazione finanziaria e certamente diffondere la conoscenza di strumenti e processi è un passaggio indispensabile per un corretto ed efficiente funzionamento dei mercati.
Proviamo oggi ad individuare un percorso che metta in grado chi è digiuno di finanza di comprenderne almeno i meccanismi di base, di orientarsi fra i diversi prodotti disponibili sul mercato e di essere pienamente consapevole dei rischi che ogni decisione di investimento inevitabilmente comporta.

 

In rete oggi si trovano molte informazioni, anche se, attendibilità a parte, molto spesso si tratta di informazioni per un pubblico non completamente digiuno di nozioni finanziarie. Se è relativamente facile trovare approfondimenti su alcuni aspetti particolari che consentano di conoscere tutto o quasi su uno specifico prodotto, ciò che è difficile è invece reperire informazioni di base in un paese in cui il sistema scolastico licenzia dalla scuola dell’obbligo cittadini a cui non ha insegnato come poter gestire un conto corrente o una carta di credito.

Cosa dovrebbe dunque fare una persona di media cultura che non ha nessuna nozione di base economica e tuttavia non vuole delegare totalmente le proprie funzioni di risparmio, spesa, gestione di patrimonio e degli strumenti finanziari più comuni?

Questo blog ha spesso affrontato il tema dell’educazione finanziaria, cercando di dare consigli anche a chi avesse poche o nessuna nozione di base. Abbiamo anche pubblicato una mini-serie sull’investimento consapevole, iniziata il 13/9/2016 con “La scelta degli investimenti”:

La scelta degli investimenti

Per molte settimane ci siamo occupati del processo di investimento di un risparmiatore medio, individuando un percorso che parte dall’esame delle condizioni patrimoniali e reddituali, del modello di vita, della propensione al rischio. Si individuava una corretta asset allocation, ovvero una ripartizione ideale del patrimonio fra diverse classi o categorie di strumenti, per arrivare alle modalità di scelta del singolo titolo.

Questo potrebbe essere un buon punto di partenza, anche se è incentrato più sulla persona che non sull’oggetto dell’investimento. Nel corso della mini-serie sono stati affrontati diversi argomenti, che potrebbero essere autonomamente approfonditi con ricerche mirate su Internet: basta digitare il titolo su Google o altri motori di ricerca, fare una rapida verifica dei siti che vengono proposti e, una volta trovato quello più adatto per il livello del lettore, utilizzarlo per tutte le ricerche.

Esistono anche testi di base che possono essere acquistati e consultati al bisogno. In verità sono piuttosto scettico sull’utilità di un percorso tradizionale di apprendimento basato su testi e programmi a modello delle materie scolastiche: senza una guida costante, rischia di essere un percorso noioso, lacunoso che, senza un interesse vero alla base, è quasi certo che venga abbandonato a metà.

Potrebbe essere utile invece un glossario o dizionario dei termini economici da consultare per le singole voci. Segnalo, per aver seppure in minima parte contribuito alla sua realizzazione, il “Glossario di educazione finanziaria: Parole di economia e finanza” della Global Thinking Foundation:

Guida all’investimento consapevole

Il percorso che suggerirei è quindi quello di partire da un articolo o intervento di carattere generale e poi approfondire, su Internet attraverso i motori di ricerca oppure su un glossario di pronta consultazione, i temi che interessano.

Altro punto di partenza è costituito dall’integrale lettura di contratti e prospetti dei prodotti che si intendono acquistare. Purtroppo è spesso una lettura noiosa e incomprensibile, ma ritengo che sia inevitabile. Le prime volte sarà un continuo ricorso al glossario o alla ricerca dei termini sul Web, ma mano a mano che si va avanti necessariamente una serie di concetti si riproporranno, saranno acquisiti e sarà più facile concentrarsi sulle parti non ricorrenti, che sono poi quelle dove spesso si annidano le insidie.

Con lo stesso sistema si può iniziare a leggere qualche articolo o contributo di stampa su argomenti specifici che possono interessare. È il caso degli articoli che ogni settimana vengono pubblicati su questo blog o anche della serie “Pillole di finanza” che, fino al mese scorso, ogni venerdì accompagnava le trasmissioni di “Finanza facile” su Radio Siena TV, i cui podcast sono facilmente reperibili sul sito dell’emittente oltre che su questo blog.

In questa fase consiglierei in ogni caso di consultare la stampa generalista, non quella specializzata, come ad esempio leggersi qualche buon articolo su settimanali o quotidiani che tratti di argomenti economici che possano interessare. Col glossario o lo smartphone a mano poi, ogni volta che si incontra un termine non chiaro, ricercarne la spiegazione.

Il passo successivo sono poi gli articoli di scenario che appaiono sulle sezioni economiche dei quotidiani, ad esempio Repubblica, il Corriere della Sera, il Quotidiano Nazionale. Oppure, a un livello maggiore, sul numero del sabato del “Foglio”: secondo me mantengono un buon rapporto fra leggibilità e comprensibilità e contenuti evoluti.

Si può iniziare a questo punto anche la consultazione di siti Web focalizzati e autorevoli quali: Lettera43, Formiche, Linkiesta.it, che spesso pubblicano newsletter diffuse gratuitamente con una semplice registrazione.

Questa fase secondo me può durare qualche settimana, al massimo due-tre mesi consultando queste fonti giornalmente. Se non è ancora sorta la crisi di rigetto, nel qual caso non resta che affidarsi “ai soldi sotto il materasso” (molto spesso neanche una scelta del tutto sbagliata!!), il nostro lettore modello può ora  iniziare a guardare la stampa specializzata per la quale c’è sempre ampia possibilità di scelta.

“Il sole 24 ore”, “Milano Finanza” e simili saranno ora alla portata anche del nostro investitore. Il metodo è sempre lo stesso, quello di approfondire i concetti che non sono chiari attraverso il glossario. Ma a questo punto ci si può avventurare, se questo percorso ha suscitato interesse, anche nella lettura di saggi o libri a carattere economico.

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