L’ ABC dell’economia: consumo, risparmio, investimento

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Il reddito serve a soddisfare i bisogni: ogni singolo Euro percepito a qualunque titolo è destinato ad essere speso per le necessità immediate (consumo) oppure tenuto da parte per quelle future (risparmio), ovviamente quando non venga impiegato per rimborsare debiti fatti in precedenza. In quest’ultimo caso la soddisfazione dei bisogni è stata anticipata rispetto al momento in cui si sarebbe percepito il reddito.

A parte l’ipotesi del debito, quanto detto sopra viene normalmente rappresentato con l’espressione sintetica:

Y (reddito)= C (consumo)  +  S (risparmio)

Ovvero il reddito è la somma di consumo e risparmio. Questo vale sia per le famiglie, sia per le aziende, sia per gli Stati. Come si vede, il fondamento dell’economia è alla fine una semplice espressione aritmetica di addizione: gli economisti tutto sommato sono gente semplice…

Dal punto di vista della famiglia, il meccanismo economico è semplice: quando viene accreditato lo stipendio, oppure quando si incassano cedole o interessi su titoli, la somma può essere spesa per acquistare beni o servizi, oppure risparmiata per essere in grado di acquistare beni o servizi in futuro.

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Se spendiamo, da un punto di vista economico non facciamo altro che alimentare la domanda per beni di consumo, ovvero ci presentiamo sul mercato (fisicamente o virtualmente) richiedendo un particolare tipo di bene o di servizio.

 

Se invece risparmiamo, le nostre risorse a livello di sistema – a parte quelle che eventualmente teniamo sotto forma di banconote – vengono trasferite al settore produttivo attraverso l’intervento degli intermediari finanziari.

Gli intermediari finanziari sono soggetti che professionalmente mettono in contatto chi ha risorse eccedenti le proprie necessità immediate con chi ha invece bisogno di reperire finanziamenti per svolgere la propria attività produttiva o commerciale. In genere si tratta delle imprese che devono fare i necessari investimenti oppure coprire il fabbisogno per la gestione corrente.

Abbiamo introdotto sopra il concetto di “domanda”: si tratta di un concetto chiave in economia, sul quale si sono basate anche molte teorie che hanno fatto scuola e continuano a farla. Il mercato è il luogo, fisico o virtuale, dove domanda e offerta si incontrano; chi richiede un bene o un servizio entra in contatto con chi lo offre e dal loro incontro si forma il prezzo.

 

Tradizionalmente si ritiene che se la domanda aumenta, ovvero se di un certo bene viene richiesta una maggiore quantità, il prezzo cresce perché alcuni dei richiedenti saranno disposti a pagarlo di più. Viceversa, se la domanda diminuisce, alcuni commercianti o produttori saranno disposti a praticare prezzi più bassi pur di vendere comunque.

Questa è, in estrema semplificazione, la “legge della domanda e dell’offerta”. Mentre l’offerta è determinata essenzialmente da aspetti tecnici inerenti la produzione (capacità produttiva, efficienza degli impianti, reperimento di materie prime, ecc.), la domanda guida il mercato a seconda del reddito e delle preferenze dei consumatori.

 

Maggiore è il reddito, maggiore sarà la domanda, ovvero la spesa per beni di consumo. E’ intuitivo che chi ha redditi più alti spende di più e quindi consuma di più. Si dice però che la propensione al consumo diminuisce al crescere del reddito: un milionario che abbia un reddito aggiuntivo di 1.000 Euro probabilmente spenderà di quel reddito meno di quanto spende un pensionato (al livello del minimo sociale) che si trovi a percepire la stessa somma. Questo perché inizialmente si dovranno soddisfare i bisogni primari e solo oltre una certa soglia, e a ritmi via via crescenti, ci potremmo permettere di risparmiare.

Il consumo è quindi uno dei motori di un sistema produttivo; l’altro è tipicamente l’investimento. Infatti la domanda aggregata è divisa in domanda per beni di consumo e domanda per beni di investimento.

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Ci si rivolge al mercato per acquistare beni di consumo (siano essi necessari o voluttuari) e servizi di varia natura, ma anche per dotarsi di beni di investimento, attrezzature, macchinari, impianti, ovvero tutti quei beni che servono a produrne altri e che hanno una durata pluriennale.

Poiché il reddito altro non è che la domanda aggregata, ovvero la somma di tutti i beni e servizi che sono stati prodotti e scambiati in un certo periodo, possiamo esprimere la sua composizione – sempre in via di prima approssimazione – nella seguente espressione:

Y (reddito) = C (consumo) +  I (investimento)

 

Che è come dire che la domanda complessiva, e quindi il reddito, è dato dalla somma fra domanda di beni e servizi di consumo e domanda di beni di investimento.

Dal confronto fra le due espressioni riportate, emerge chiaramente che in una situazione di equilibrio

S (risparmio) = I (investimento)

 

Ovvero che il risparmio è uguale all’investimento. Ogni risorsa risparmiata, in altre parole, trova impiego in una forma di investimento; significa che quanto più un sistema economico riesce a risparmiare, tanto più è teoricamente in grado di far crescere, migliorare, rendere più efficiente e diversificare la sua capacità produttiva.

Un sistema ideale è dunque quello che “trasforma” ogni euro non consumato per la soddisfazione immediata dei bisogni in crescita della produzione, alimentando un circuito virtuoso di sviluppo. Risulta chiaro dunque il ruolo fondamentale delle banche e degli altri intermediari finanziari: ogni euro depositato in conto corrente o impiegato in altre forme viene “fatto lavorare” attraverso il finanziamento del sistema produttivo.

Abbiamo quindi individuato tre attività fondamentali dell’homo oeconomicus: il consumo, il risparmio, l’investimento. Ognuna di queste funzioni ha un ruolo chiave in economia ed influenza direttamente il reddito, ovvero – come abbiamo visto – la qualità della vita delle persone.

 

Ne parleremo nei prossimi articoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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