IL CAPITALE EROTICO

La quadrilogia del capitale si conclude con un nuovo contributo di Chiara Falletti, che ci parla del capitale erotico dal punto di vista femminile, con l’acume e la grazia che abbiamo già apprezzato nei suoi articoli precedenti.

L’argomento è intrigante e sicuramente non scontato. 

Buona lettura

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Nei precedenti articoli, sono stati esaminati, sia pure in modo sommario, i tre capitali che ognuno può possedere fin dalla nascita e sviluppare durante il proprio percorso di vita:
il capitale economico

La quadrilogia del Capitale: da Karl Marx al capitale erotico
il capitale sociale

Il Capitale Sociale: relazioni e fiducia decisive per il successo
e il capitale umano
(link dell’articolo in uscita l’8 agosto)

 

I tre concetti, come abbiamo visto, si articolano secondo la sequenza

ACCUMULAZIONE→VALORE→PRODUZIONE→DISPONIBILITA’

Fin qui nulla di nuovo, finché nel 2011, 2012 per l’Italia, non entra in scena Catherine Hakim con il suo capitale erotico .
La sociologa della London School of Economics, ha avuto la faccia tosta, in un mondo che ancora si porta appresso una buona dose di maschilismo, con tutti i suoi effetti rebound in qualsiasi sfera della vita, di aggiungere una quarta risorsa, che esorta a coltivare senza imbarazzo, il capitale erotico.
L’autrice lo definisce come una miscela di avvenenza, bellezza, eleganza, vitalità, integrate ad abilità sociali e capacità di autopresentazione (abbigliamento, trucco, ornamenti, accessori, acconciatura…), punto determinante per i meccanismi relazionali, economici e psicologici delle dinamiche della nostra società.

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Attenzione sembrano parole dette e ridette ma ecco il colpo di scena, espresso in una sua frase: “Una carta di credito accettata dappertutto che spalanca le porte del successo a chi sa utilizzarla” (Hakim, cit).
E’ qui, in quest’accezione, con la quale ce lo restituisce chi più di tutti l’ha studiato (non si può dire ‘inventato’ perché bagaglio speciale di ogni individuo), che il capitale erotico prende quota e si valorizza. Stiamo parlando infatti di una merce universale, dotata di flessibilità e facilità d’uso al pari di quella del denaro….
Nel 2011 queste affermazioni, degne di una teenager tosta, le hanno fatto guadagnare il retro delle librerie, così come suggerito allora dal Sunday Times, anziché un posto in prima linea. Già questo la dice lunga sul come, pur in occidente, siamo attaccati a vecchi moralismi, aiutati anche dalla pretesa uguaglianza e libertà di genere che il movimento femminista avrebbe dovuto facilitare e invece ha affossato. La negazione della femminilità vista anche come erotismo e sex appeal, ha di fatto danneggiato lo sviluppo cosciente del capitale erotico nelle donne, naturalmente portate ad esserne le maggior depositarie.
In questo gioco di opposti donne/uomini questi ultimi hanno saputo negli anni sfruttare di più il loro minor capitale erotico, corroborando il primato di successo maschile nelle sfere lavorative e sociali. Mentre la donna è rimasta in posti di lavoro mediocri o bassi con, caso mai si fosse smarcata da queste postazioni, etichette poco nobili a colpevolizzarle per aver messo a frutto il proprio capitale erotico.
Come a dire: l’uso del capitale erotico all’uomo è permesso, anzi incoraggiato, alla donna negato.

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Tra l’altro anche molti uomini politici hanno lavorato sul proprio capitale erotico, chi dimagrendo, chi mettendosi i tacchi, chi facendosi ritocchi, chi ancora studiando gestualità, pause interlocutorie, abbigliamento, etc., pur di vincere gli avversari. Ma quando si parla di donne il potere erotico viene discriminato e disprezzato, perché la rivoluzione sessuale, invece di liberarlo, l’ha svalutato.
Per i dettami del fu-femminismo la bellezza non contava, anzi era considerata una cosa da ‘massacrare’ sotto larghi gonnoni, facce con apposite occhiaie, portamento tra lo sciatto e il maschile. Ma perché una donna intelligente non può anche essere bella? E viceversa? Truccarsi, sapersi vestire, non considerare il proprio corpo come un ‘involucro’ inutile, ma curarlo e valorizzarlo sono gesti che fanno parte di una globale valorizzazione di se stessi. Non sono una perdita di tempo durante la quale meglio sarebbe stato far pascolare il proprio cervello. Il cervello gode e cresce anche attraverso i sensi. Siamo un’espressione globale che non va in onda a compartimenti stagni.

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Carino è quel trait d’union che qualcuno ha fatto notare tempo fa sulle pubblicità. Prima del femminismo, erano piene di casalinghe che sprizzavano felicità da tutti i pori, ora la fanno da padrone le immagini erotiche. Entrambe le visioni hanno suscitato l’ira delle ‘femministe’ (SIC!). Che dire…
Non solo nel mondo della politica a cui prima si accennava ma anche nel mondo della comunicazione pubblicitaria, della televisione e della musica, quasi tutti i modelli proposti sono icone di bellezza.

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È statisticamente provato che il bello ‘vende’ – in senso lato – di più, in qualsiasi ambito.
Ma se il capitale erotico é una combinazione di attrattiva estetica, visiva, fisica, sociale e sessuale che genera potere, e il potere, come si sa, genera soldi, potrebbe sembrare un tantino limitante, in quanto estrometterebbe i meno belli in partenza; invece, a pensarci bene, parlando di qualità come avvenenza e fascino, l’aspetto fisico non è la sola carta da giocare. Va saputa accompagnare da un insieme di abilità che possono essere sia innate che imparate e, perché no, acquisite tramite un training.
Il capitale erotico è a disposizione degli uomini come delle donne, eppure queste ultime, che ne posseggono in quantità maggiore, essendo da sempre abituate a coltivarlo, ne beneficiano in minor misura. Pregiudizi maschilisti e teorie femministe per troppo tempo ci hanno inculcato l’idea che sfruttare il fascino femminile sia sbagliato: ma perché le donne non dovrebbero approfittare del proprio vantaggio?
Nel lavoro, se si hanno esperienza e competenze accertate, l’avvenenza è un plusvalore, non un inconveniente. Per chi ha scarse qualifiche, invece, può diventare la risorsa personale più importante. E nel privato, imparare a sfruttare il capitale erotico è fondamentale per stabilire un rapporto vantaggioso con il partner.
La ‘capitalizzazione’ dell’erotismo, pareggerebbe i conti economici tra uomini e donne. La teoria sembra azzardata e buttata un po’ là per far scalpore, ma in realtà il ragionamento è raffinato e ci porta nei meandri della storia delle donne, rivista in chiave moderna, recuperando la capacità di espressione del proprio erotismo allo scopo di raggiungere un’evoluzione sociale culturale economica più soddisfacente e remunerativa, possibilmente portando al pareggio le chances tra i due generi.


CHIARA FALLETTI 

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2 pensieri su “IL CAPITALE EROTICO

  1. Ragionando sul valore e sulla ricchezza di una persona, c’è un altro fattore che mi ha sempre attirato verso alcune persone, dando loro quindi più potere. Lo chiamerei il “capitale etico”. Un insieme di correttezza, gentilezza, riservatezza, umiltà, parsimonia di parole, capacità di ascolto. Una sorta di propensione all’altro, di apertura, in netto contrasto con la tendenza alla separazione, alla affermazione di sé, classiche manifestazioni di quel “potere”. Dunque uno strano capitale umano, che porta ad unire, più che a dividere, che ti porta a vedere tali persone come montagne, che però non ti sovrastano, ti accolgono, ti abbracciano.

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    • Grazie Marco, ottimo commento, certamente ne farò oggetto di un prossimo approfondimento sul blog. Condivido pienamente quello che dici, anche se mi pare che oggi il valore economico del “capitale etico” sia purtroppo molto limitato. Nessun dubbio, per conto mio che debba essere valorizzato portato al centro dei meccanismi produttivi.

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